I lubrificanti delle catene possono costituire una buona resistenza ad un'aggressione leggera. Nel caso di lunghi periodi di inattività all'aperto o in presenza di elementi mediamente aggressivi, la lubrificazione, come protezione anticorrosiva, non é più sufficiente. In questi casi si devono utilizzare catene con trattamenti di rivestimento della superficie che hanno lo scopo di proteggere gli elementi della catena dall'attacco degli agenti esterni.
Di seguito riportiamo alcuni trattamenti anticorrosivi in uso:
Zincatura elettrolitica (galvanica)
Il processo di zincatura elettrolitica (detta anche zincatura a freddo o zincatura galvanica) ha come scopo quello di realizzare depositi di zinco sul metallo di base attraverso un processo di elettrolisi. E’ in grado di conferire, a seconda dello spessore, una buona resistenza alla corrosione atmosferica. I rivestimenti elettrolitici di zinco possono essere migliorati nell' aspetto e nel potere protettivo con un trattamento finale di "passivazione". Questa passivazione è chiamata anche “cromatazione” perché conferisce delle particolari colorazioni; per questo motivo la zincatura elettrolitica viene chiamata anche zinco-cromatazione. Naturalmente a secondo delle condizioni e dei luoghi di utilizzo potrà rendersi necessario aumentare lo spessore del riporto.
A richiesta la Rosa Catene è in grado di fornire zincature esenti da Cromo esavalente (Cr VI) e quindi il linea con la direttiva RoHS.
Nichelatura elettrolitica (galvanica)
Il processo di nichelatura elettrolitica (detta anche a freddo o galvanica) è lo stesso della zincatura elettrolitica solo che il deposito è costituito dal nichel. E’ in grado di conferire, a seconda dello spessore, una buona resistenza alla corrosione atmosferica e comunque più elevata rispetto ai vari tipi di zincatura. Tra il rivestimento di nichel e il materiale base viene depositato uno strato di rame che ha il compito di aumentare l‘aderenza dello strato nichelato e evitare il fenomeno della “sfogliatura” dello strato.
Nichelatura chimica:
Tra i rivestimenti protettivi è quello che garantisce la più alta resistenza all’ossidazione.
La nichelatura chimica a medio-alto tenore di fosforo permette di ottenere su tutte le superfici trattate un deposito uniforme e costante, non poroso, aderente ed altamente resistente alla corrosione ed all’usura. I depositi manifestano una buona aderenza al substrato; qualora si verifichino danni meccanici del riporto essi non hanno tendenza a "sfogliare".
La durezza superficiale del rivestimento base (500HV min) è nettamente maggiore di quella dei riporti galvanici e quindi garantisce una maggiore resistenza all’usura. Con opportuni trattamenti termici è possibile indurire ulteriormente la durezza fino a valori vicino al Cromo duro (1.000÷1.050 HV)
Altri rivestimenti
A richiesta si realizzano altri tipi di rivestimenti protettivi come la zincatura a caldo o come il DeltaSeal Silver GZ che garantisce una resistenza all’ossidazione estremamente elevata. Trattandosi però di rivestimenti speciali con caratteristiche particolari è necessario realizzare prima un’adeguato studio di fattibilità.
NOTE GENERALI
I rivestimenti menzionato sono dei depositi superficiali protettivi che aumentano la resistenza all’ossidazione del materiale ricoperto ma non lo rendono un materiale “antiossidante”. La vita utile di tali rivestimenti dipendono da molteplici variabili che possono pregiudicarne la resistenza. Oltre naturalmente alla variabile tempo (ore lavorate) si deve anche considerare la temperatura d’esercizio, la presenza di sostanze abrasive, e l’uso di detergenti aggressivi che possono influenzare negativamente le caratteristiche protettive del rivestimento.